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Il Softair Training:
uno sport al servizio della formazione aziendale
di
Daniela Fregosi
Il Softair:
che cos'è?
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Il Softair è uno sport riconosciuto dal
CONI come FISA (Federazione Italiana Soft Air) dal 1996. Si tratta
di una pratica nata in Giappone e poi diffusa anche in Italia. Si tratta
di una simulazione in cui i giocatori di Softair (uomini e donne) si
dividono in due (o più) squadre che individuano il loro capitano e
devono raggiungere uno o più obiettivi in un lasso di tempo predefinito.
Ogni giocatore ha in dotazione una o più armi giocattolo (pistola,
fucile, mitraglietta) che possono facilitare o essere necessarie al
raggiungimento dell'obiettivo assegnato. Nel Softair non è previsto il
contatto fisico tra i giocatori che devono conseguire i loro obiettivi
utilizzando le loro capacità strategiche, tattiche e la creatività.
Ecco alcuni esempi di obiettivi che possono essere richiesti ad una
squadra di Softair all'interno di un gioco:
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conquista, difesa o mantenimento di un
oggetto (es. bandiera);
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conquista, difesa o mantenimento di una
postazione;
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Rifornimento ad una postazione assediata;
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liberazione di un prigioniero e suo
trasporto in un'area di sicurezza;
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recupero di materiale strategico (es.
veicolo militare, documenti....);
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recupero e disinnesco di un ordigno;
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superamento di un campo minato o di fili
elettrici;
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eliminazione della squadra avversaria;
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allestimento di un campo base;
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costruzione di un ponte;
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In molti casi il gioco diviene più complesso
trasformandosi in una vera e propria "storia".
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In genere un incontro di Softair ha una
durata che può variare dalle 2 ore ad una giornata intera, prevedere
più giochi ed essere effettuato di giorno o di notte. Naturalmente le
"notturne" sono più adrenalizzanti perchè impediscono ai giocatori l'uso
della vista per le azioni e quindi la persona è stimolata ad usare gli
altri sensi/risorse che di solito sotto-utilizza.
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Il Softair necessita di ambienti
generalmente boschivi ma può essere svolto anche in territori urbani
come cascinali abbandonati, fabbriche dismesse, ruderi, cave
abbandonate; tutti luoghi che, comunque, sono caratterizzati da ostacoli
naturali o artificiali (in ogni caso affrontabili mobilitando le proprie
risorse).
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Il Softair non presenta alcun pericolo
per il giocatore perché utilizza armi giocattolo che sparano pallini di
ceramica molto piccoli che sono innocui (e non inquinanti). L’unico
accorgimento richiesto è un abbigliamento adeguato che protegga la parte
più vulnerabile del corpo, gli occhi, con maschere o occhiali. Oltre
alla protezione per gli occhi, è d’obbligo una tenuta che mimetizzi il
giocatore (tuta mimetica, vari mezzi di mimetizzazione).
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L’eliminazione di un avversario (od
accidentalmente di un compagno di squadra) colpito da uno o più pallini
è rappresentata dalla sua stessa dichiarazione (esclamazione "morto!").
E’ ovvio, quindi, che una delle prime regole/requisiti di questo sport è
la correttezza sportiva di chi lo pratica. In genere, comunque, allo
scopo di interrompere "il flusso di pallini", ogni giocatore ha tutto
l’interesse, se colpito, a dichiarare l’avvenuta morte. In ogni caso, il
giocatore colpito si reca nell’apposita area (una sorta di
campo/cimitero provvisorio) e potrà rientrare nel gioco successivo.
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Scelto il gioco vengono costituite le
diverse squadre tenendo conto delle armi in dotazione (cercando di
equilibrare le risorse di ogni squadra) e dell'esperienza dei giocatori.
Ogni squadra identifica un capitano (solitamente quello che i giocatori
stimano più esperto) ed eventualmente un campo base (se il tipo di gioco
lo richiede).
Se
chiediamo ad un softgunner quali caratteristiche deve avere il miglior
giocatore, egli risponderà che deve…..:
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essere un buon tiratore
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essere un camaleonte (all' occasione sa
diventare "invisibile")
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saper gestire gli imprevisti
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mantenere la calma anche "sotto pressione"
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saper lavorare in gruppo (non è un
individualista)
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saper muoversi nell' ambiente ("bosco",
"macchia", "aree urbane")
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amare e rispettare la natura
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riconoscere gli errori commessi e imparare
da essi
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essere silenzioso, agile e veloce
In una notte
d'agosto...........come nasce l'idea
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Le idee migliori ed i cambiamenti
comportamentali spesso nascono dallo sperimentare situazioni nuove ed
inconsuete, …e questo un formatore lo sa bene. Così in una notte
d'agosto del '95 psicologa del lavoro, consulente aziendale, formatrice
mi ritrovo nella situazione poco ortodossa di strisciare nella campagna
maremmana, in tuta mimetica, con un berretto nero, un paio di grandi
occhiali ed un fucile in mano, facendo ben attenzione a non incappare
nell'oscurità in siepi spinose, sterco di pecora e animali notturni
vari. Per farla breve ho sperimentato una notturna di Softair in piena
regola!!!. Al di là del divertimento, del gusto per il nuovo, delle
nuove conoscenze fatte, mi è stato impossibile, anche per la professione
che svolgo, non sistematizzare l'esperienza fatta ed intravederne le
enormi potenzialità formative. Non sono diventata una praticante di
Softair bensì ho sviluppato l'intuizione che questo sport, progettato in
termini didattici, potesse essere ben più di un gioco divertente o uno
strumento per animare convention ed incentive. Questa esperienza ha
inoltre minato fortemente i miei pre-giudizi nei confronti di questo
sport apparentemente così vicino a concetti come violenza, guerra,
combattimento e scontro. In realtà il Softair è la dimostrazione vivente
di come spesso non siano certi strumenti a rappresentare un pericolo o
ad essere negativi di per sé ma la visione/obiettivo che li anima ed il
come vengono utilizzati. Tra i softgunners aspettandomi personaggi
violenti e guerrafondai ho, invece, incontrato amanti della natura ed
ottimi organizzatori, strateghi, leader.
L'utilizzo del Softair come Outdoor Training
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E’ ormai indubbio il valore formativo che lo
sport ha non solo per il fisico ma anche per mente e carattere : il
gioco di squadra, il rispetto delle regole, la gestione del tempo, la
tenacia, lo sviluppo delle capacità di sopportazione della fatica, il
lavoro di gruppo, ecc.…
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Ed è da questa premessa che nasce il legame
tra Softair, Outdoor Training e competenze professionali.
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La filosofia del Softair
si ricollega, quindi, per quanto riguarda i principi generali, alle
esperienze/obiettivi dell’Outdoor Training.
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Come per qualsiasi intervento di formazione è importante concordare
una buona analisi dei bisogni con il committente per evitare
che il Softair si limiti ad un divertente weekend tra i boschi. Dato
che il Softair si presta a differenti obiettivi formativi è bene
chiarire con il committente, per esempio, se si vuole accentuare la
valenza cooperativa o competitiva delle attività, l’autostima e la
capacità di cavarsela individualmente o l’abilità di collaborare
all’interno di un gruppo. E’ possibile utilizzare il Softair anche
per interventi su grandi numeri, come sempre più spesso aziende e
società mi richiedono, all’interno di convention o incentive. In
quei casi occorre sempre concordare quanti e quali spazi formativi
le attività di softair hanno rispetto alla valenza di animazione ed
intrattenimento.
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Per realizzare interventi formativi che utilizzino il Softair
occorre distinguere bene i ruoli coinvolti. Io ed i colleghi
formatori di supporto eventualmente necessari ci occupiamo
di gestire il progetto nel suo complesso; gestire il patto formativo
iniziale con i partecipanti; partecipare alle attività pratiche ed
osservare i processi in qualche caso anche videofilmando alcune
scene (in maniera da poter utilizzare poi nel debriefing le domande
stimolo più efficaci); effettuare i debriefing specifici al termine
delle singole attività; supportare i partecipanti nella decodifica
della/e metafora/e utilizzata/e e nel trasferimento di principi e
tecniche nella propria realtà professionale; supportare i
partecipanti nella stesura di un piano di sviluppo personale
rispetto alla tematica dell’intervento formativo; chiudere
l’attività formativa verificando le aspettative iniziali, il
gradimento e la qualità della formazione realizzata.
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Per l’organizzazione occorre, invece, appoggiarsi ad un club di
softair che lo pratica a livello sportivo. Ce ne sono ormai
molti in tutta Italia tra cui è bene selezionare quelli composti da
persone “serie, affidabili e soprattutto non-violente ed invasate”.
Io propongo esperienze di Softair insieme al club maremmano dei
Vipers per quanto riguarda il centro-italia ed a quello dei Corsari
di Genova per il nord-italia. Il team degli esperti softgunners mi
aiuta nella messa a punto delle attività da realizzare in base
all’analisi dei bisogni effettuata in partnership con l’azienda,
garantisce la sicurezza dei partecipanti, fornisce le attrezzature
necessarie e di gestirle, mi supporta per gli aspetti organizzativi
e logistici, fornisce i materiali tecnici e gli assistenti in base
al numero dei partecipanti, assicura la copertura assicurativa per
infortuni dei partecipanti.
Di
seguito vengono elencate le principali competenze target sviluppabili
attraverso il Softair :
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Problem solving: capacità di
analizzare e risolvere i problemi incontrati attraverso la comprensione
della situazione (ricerca ed analisi delle informazioni), la formulazione di
una diagnosi, l'individuazione delle soluzioni possibili, la scelta di
quella più efficace ed il suo presidio (definizione delle azioni da adottare
ed i rischi comportati).
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Decision making: capacità di
prendere una quantità di micro decisioni ad alta frequenza (possibilmente
giuste) chiarendole, assumendosene la responsabilità ed i rischi derivanti,
gestendone gli esiti e valutando la variabile tempo. Per esempio: attaccare
o non attaccare, passare o meno, sparare o non sparare, rischiare di essere
visti/sentiti o di non raggiungere l’obbiettivo, colpire un nemico o un
compagno di squadra, ecc...
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Comunicazione: capacità di
esprimersi in modo chiaro ed efficace dimostrando disponibilità all'ascolto
e risultando convincente(comunicare la propria postazione, una strategia di
difesa, l'avvistamento di un avversario, ecc...).
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Leadership e conduzione del gruppo:
capacità di trasmettere modelli di comportamento guidando verso il
raggiungimento degli obiettivi prefissati, esercitando deleghe efficaci,
stimolando il senso di appartenenza e la partecipazione, cogliendo e
valorizzando le differenze individuali (assegnare i compiti, definire una
strategia "vendendola" ai compagni, creare uno spirito di squadra, ecc..).
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Pianificazione: capacità di
preparare un attacco, una strategia d’azione, la propria attrezzatura
personale (occhiali, caricatori, elementi mimetici, ecc..)
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Organizzazione: capacità di
realizzare programmi operativi allocando ed organizzando le risorse
(compagni, armi, attrezzature) coerentemente con gli obiettivi da
raggiungere e controllando/supervisionando.
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Tenacia: capacità di agire con
perseveranza rispetto agli obbiettivi operando con continuità e sopportando
situazioni di stress elevato per periodi non brevi. Abituarsi a resistere,
aspettare in silenzio, tenendo sotto controllo le proprie paure, entusiasmo,
fretta, impulsività (in funzione del perseguimento degli obbiettivi).
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Equilibrio: capacità di mantenere
sotto controllo la propria emotività dominando le situazioni di ansia e
fatica psicofisica, dimostrandosi consapevoli delle proprie possibilità.
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Flessibilità: capacità di essere
aperti al cambiamento accettando l'imprevisto e l'incertezza, adattandosi e
valorizzando gli elementi positivi del cambiamento stesso. Cambiare
decisioni, strategie e modificare aspettative in funzione di variabili che
mutano (condizioni del tempo, modifiche nel territorio, strategie del gruppo
avversario, ecc..)
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Visione a breve: capacità di
prevedere e gestire le situazioni/problemi pratici immediati (es. come
superare una siepe senza far rumore, come segnalare ad un compagno l’arrivo
di un nemico, ecc...)
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Rispetto delle regole/onestà:
capacità di rispettare le regole del gioco e gli altri (dichiararsi "morti"
se colpiti, non utilizzare l'ASG al di fuori delle situazioni previste,
ecc...).
Tra i risultati attesi con la partecipazione ad un
programma di Softair:
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team building: capacità di operare
in sintonia con altri membri del gruppo al fine di conseguire efficacemente
gli obiettivi finali. Creazione di cameratismo e spirito di gruppo.
All’interno del lavoro di equipe vengono però anche valorizzate le
specificità individuali : ciascuno contribuisce con ciò che sa fare meglio
(attaccare, difendere, fare il cecchino, costruire trappole, ecc..)
-
autostima: aumenta la valutazione
positiva sulle proprie potenzialità, capacità e risorse
-
fiducia e collaborazione: lavorare insieme
su obiettivi non familiari rende necessario condividere l'esperienza,
cooperare ed aiutarsi gli uni con gli altri. Questo fa emergere che il
successo individuale passa attraverso il lavoro della squadra
-
sviluppo di relazioni interpersonali:
possibilità di vedere i propri compagni/colleghi fuori dal contesto
lavorativo e, quindi, in una luce diversa
-
riduzione dello stress : si tratta
di una situazione che rappresenta una grande valvola di sfogo per lo stress
accumulato (ambiente naturale, contatti umani ridotti al minimo, sforzo
aerobico ed anaerobico, necessità di concentrazione su aspetti diversi da
quelli fonte di stress quotidiano).
Il
Softair è particolarmente adatto in interventi formativi che abbiano lo scopo
di :
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sviluppare la capacità di lavorare insieme
in modo più armonioso
-
ridurre l’ansietà che accompagna la
fusione di due organizzazioni
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ridurre la barriere tra reparti/uffici
diversi sviluppando collaborazione
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sviluppare il senso di unità in gruppi
dispersi geograficamente (es per le reti vendite)
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sviluppare conoscenze e comprensione
reciproca fuori dall’ambiente di lavoro
Alcuni cenni metodologici
Dal punto di vista metodologico molta attenzione deve essere posta sulla scelta
e progettazione dei giochi/obbiettivi in modo da evidenziare la dimensione
metaforica ed il collegamento con le competenze aziendali da sviluppare. Possono
essere previsti:
-
Esercizi a tappe (da giochi più semplici a
giochi più complessi).
-
Incontri di Softair differenziati in
sedute diurne e notturne per differenziare il contesto di apprendimento e
sottolineare l'adattamento delle strategie di comportamento in contesti che
mutano le loro caratteristiche.
-
Esercizi di negoziazione tra squadre per
sperimentare (e poi sistematizzare) i processi di cooperazione/competizione
oppure di competizione per svilupapre orientamento all'obiettivo e tenacia.
Per ottimizzare il potenziale formativo del Softair è necessario far seguire un
debriefing con incontri di sistematizzazione teorica in aula allo scopo
di facilitare il trasferimento dell'apprendimento nel contesto professionale di
riferimento approfondendo per esempio le seguenti tematiche:
-
la leadership: le caratteristiche del
leader migliore ed il processo che porta alla sua scelta
-
la suddivisione dei compiti e le modalità
per raggiungere un obiettivo
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la costruzione di un gruppo di lavoro
finalizzato ad uno scopo
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la delega
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la valutazione, valorizzazione e
motivazione dei collaboratori
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elaborazione del passato : analisi critica
degli schemi "di gioco" nostri e dell’altro, vincenti o meno che si sono
utilizzati
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riflessione sulla variabile tempo:
gestione del tempo (tempo di gioco) a disposizione in funzione del
raggiungimento degli obiettivi.
Conclusioni
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Le riflessioni proposte vogliono dimostrare
come, nonostante il Softair sia nato come un sport finalizzato al
divertimento, se organizzato e progettato adeguatamente, esso possa
essere sfruttato anche per le proprie potenzialità formative
aziendali.
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E' ovvio che la qualità dell'intervento
formativo dipenderà molto da una efficace analisi dei bisogni formativi
aziendali iniziale e da una conseguente progettazione che metta il
Softair al servizio della formazione e dell'apprendimento organizzativo
(e non viceversa).
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