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TECNICHE DI COMBATTIMENTO INDIVIDUALE
UTILIZZAZIONE DELL'AMBIENTE L'utilizzazione dell'ambiente si concretizza in campo tattico nel mascherarsi, muoversi e appostarsi secondo determinate tecniche, allo scopo di: -evitare di essere colpiti dal fuoco del nemico; -porre l'avversario in condizioni di inferiorità; Tali tecniche riguardano: -MASCHERAMENTO INDIVIDUALE -MOVIMENTO -SFRUTTAMENTO DEL TERRENO
IL MASCHERAMENTO INDIVIDUALE Il mascheramento individuale si realizza con simulazioni o mimetizzazioni della persona, delle armi, dell'equipaggiamento, per sottrarle all'osservazione a vista, da parte del nemico. Ciò che facilita l'individuazione di una persona su terreno è riconducibile ai seguenti elementi: -il diverso tono di colore; -la lucentezza; -la forma; -l' ombra; di tutto l'equipaggiamento che indossa o trasporta. Ciascuno di tali elementi deve perciò essere mimetizzato (ovvero modificato con simulazioni) per evitare di agevolare chi osserva. Di giorno è necessario: -adeguare il colore delle parti scoperte del corpo a quello predominante del terreno ove si opera specie mediante le apposite creme per il mascheramento da spalmare "a chiazze". Si può anche usare polvere di cacao, carbone, sughero o legno bruciato; -Evitare di tenere esposti sulla persona oggetti che riflettano la luce (l'armamento e le parti metalliche dell'armamento sono già brunite); -alterare le forme (simulazione) dei materiali d'equipaggiamento e d'armamento per loro natura facilmente identificabili; Di notte è necessario: -oscurare il viso, il collo e le mani, usando le apposite creme; -ricorrere alla simulazione per cambiare le forme facilmente identificabili; -adoperare lacci e fasciature che non si impiglino in rami o arbusti provocando rumore; -fasciare sempre, per evitare rumori, gli oggetti d'equipaggiamento che, urtandosi tra loro, possono determinare rumori identificabili dal nemico; -ricordare che l'avversario può impiegare visori notturni, pertanto è indispensabile, anche di notte, indossare uniformi ed equipaggiamenti intonati all'ambiente ove si opera.
I MOVIMENTI NEL COMBATTIMENTO L'effettuazione di movimenti sul campo di battaglia espone il combattente alla vista ed al fuoco nemico. Nel muoversi per portarsi a contatto con l'avversario occorre: -occupare posizioni idonee all'impiego della propria arma; -sottrarsi agli effetti del fuoco nemico; Prima di iniziare il movimento occorre osservare e riflettere per individuare: -DOVE andare -QUALE percorso utilizzare -QUANDO muoversi -COME muoversi Per il QUANDO muoversi occorre tener presente che il movimento può iniziare: -ad un segnale convenuto; -su ordine del superiore; -su decisione individuale. In quest'ultimo caso il momento più opportuno coincide con una (o più di una) delle seguenti situazioni: -temporanea assenza di fuoco nemico; -efficace fuoco d'appoggio o d'accompagnamento delle armi amiche; -presenza di un'azione d'accecamento sulle posizioni nemiche. La tecnica del movimento (COME muoversi) differisce in relazione alle condizioni di luce, di visibilità e di copertura (vegetazione). Di giorno, i modi di spostarsi sono i seguenti: -a passo spedito, ovvero a sbalzi eseguiti di corsa; -mantenendosi con tutto il corpo aderenti al terreno (strisciamento); -rotolando. Nel muoversi a PASSO SPEDITO occorre sempre osservare il terreno circostante ed essere pronti, all'occorrenza, ad occupare una posizione defilata al tiro nemico. Il movimento a sbalzi (eseguiti di corsa) viene svolto quando si è sotto il fuoco mirato dell'avversario, ovvero è possibile utilizzare la diretta copertura offerta dal fuoco di un arma amica. Lo sbalzo va: -effettuato: -in concomitanza col fuoco di copertura; -senza interporsi sul piano di tiro dell'arma che assicura la copertura. -concluso: -DIETRO e non SOPRA il riparo. Nello STRISCIAMENTO, ci si sposta mantenendosi il più possibile vicini al terreno, in luoghi con copertura alta dai 40 ai 60 cm. Tale spostamento è possibile con la tecnica del PASSO DEL LEOPARDO. il PASSO DEL LEOPARDO si esegue: -mettendosi a terra con le braccia distese in avanti, ben aderendo al terreno con il mento, il petto, l'addome e la parte interna dei talloni; -piegando la gamba ed il braccio della stessa parte del corpo, rovesciando il piede della gamba rimasta distesa e portando il tallone verso l'esterno. Il movimento in avanti è dato da: -una spinta della gamba piegata, a mano a mano che essa si distende puntellandosi al terreno con la parte interna del ginocchio e del piede; -una trazione del braccio rimasto disteso a mano a mano che si flette, puntellandosi al terreno con l'avambraccio. Durante la spinta in avanti, l'altra gamba no deve compiere alcuno sforzo; il braccio piegato deve gradualmente distendersi in avanti. Il ROTOLAMENTO si esegue quando è necessario effettuare uno spostamento laterale al fine di migliorare, a breve distanza, la copertura offerta dal terreno. Di notte, ovvero in condizioni di scarsa visibilità, le possibilità di osservazione a vista sono limitate mentre i rumori, anche se di lieve entità, sono percettibili a distanze notevoli. Il movimento, pertanto, deve essere eseguito sfruttando l'oscurità più che la copertura, evitando al contempo di provocare rumori. In particolare, per evitare rumori occorre: -nel poggiare gli arti a terra, tastare prima il terreno; -nell'avanzare, esplorare con una mano lo spazio antistante per rilevarvi la presenza di rami o di fili collegati ad allarmi.
LO SFRUTTAMENTO DEL TERRENO Lo sfruttamento del terreno persegue, essenzialmente, il fine di sottrarsi al fuoco nemico o, quantomeno, ridurne gli effetti. Nello sfruttare il terreno è necessario evitare di sporgersi, utilizzando i ripari nel migliore dei modi. E' indispensabile perciò: -individuare l'obiettivo con l'arma al coperto; -graduare l'alzo al riparo; -portarsi infine in postazione. Nello sfruttare il terreno di giorno il combattente, anche se ben mascherato e addestrato nei vari "passi", effettua con successo la sua azione soltanto se sceglie razionalmente sia l'itinerario di movimento che i singoli ripari. Per fa ciò occorre tener presenti: -le caratteristiche del terreno; -la distanza cui presumibilmente si trova l'avversario e le sue possibilità di osservazione. Per proteggersi dall'osservazione occorre: -tenersi nelle zone d'ombra; -evitare i punti caratteristici, perchè su di essi (varco nella siepe, cespuglio isolato ecc) viene richiamata l'attenzione di chi osserva. Di notte lo sfruttamento del terreno è più agevole purché venga osservato il SILENZIO ASSOLUTO. Occorre comunque tenere presente che le figure si distinguono soltanto a breve distanza, a meno che non si profilino contro lo sfondo del cielo, magari in presenza della luna.
ORIENTAMENTO Il combattente normalmente marcia e agisce inquadrato. Talvolta può essergli affidato, isolatamente o in gruppo, un compito particolare, oppure può trovarsi isolato a causa delle vicissitudini del combattimento. Occorre quindi che in ogni momento egli sappia rispondere ai seguenti interrogativi: -dove sono?; -dove debbo andare?; -per quale itinerario?. Il combattente capace di orientarsi su qualunque terreno, in ogni momento del giorno e della notte, è sicuro di trovare sempre la strada giusta e di arrivare, per la via più breve, a destinazione. Orientarsi vuol dire: -stabilire la posizione dei punti cardinali; -individuare sul terreno la direzione da percorrere riferendola a tali punti. Per stabilire la posizione dei punti cardinali si può ricorrere all'impiego di determinati metodi riferiti sia al giorno, sia alla note, sia all'impiego della bussola, sia all'osservazione diretta del terreno ovvero a particolari di esso. ORIENTAMENTO DIURNO. Di giorno l'orientamento può essere fatto: -con il sole; -con l'orologio; -con altri metodi (schizzi planimetrici, fotografie aeree, riferimenti rispetto alle carte ecc.) L'orientamento approssimativo con il sole può essere facilmente effettuato tenendo presente che l'astro, nelle varie ore della giornata, assume, rispetto alla terra, le seguenti posizioni: -alle ore 6 è ad EST: l'ombra di un oggetto si presenta verso OVEST; -alle ore 9 è a SUD-EST: l'ombra di un oggetto si proietta verso NORD-OVEST; -alle ore 12 è a SUD: l'ombra di un oggetto si proietta verso NORD; -alle ore 15 è a SUD-OVEST: l'ombra di un oggetto si proietta verso NORD-EST; -alle ore 18 è a OVEST: l'ombra di un oggetto si proietta verso EST. Se il sole è chiaramente visibile, è anche facile orientarsi servendosi dell'orologio. A tal fine: -si legge l'ora (tenendo presente che le ore pomeridiane debbono essere computate dalle 13 in poi) e la si arrotonda per difetto o per eccesso all'ora intera; -si divide per metà il numero corrispondente all'ora così arrotondata; -si determina, sulla scala delle ore del quadrante dell'orologio, il punto corrispondente all'ora dimezzata. Se, per esempio, sono le 16:00 il punto ricercato cade in corrispondenza delle ore 08:00; -si dispone uno spillo (o un filo di paglia o un fiammifero) verticalmente sul quadrante, in corrispondenza del punto così determinato; -si ruota l'orologio attorno all'asse delle lancette in modo da portare l'ombra dello spillo a coprire il centro del quadrante. L'allineamento 6-12 ( nel senso del 6 al 12) materializza la direzione del nord. L'ORIENTAMENTO NOTTURNO. Di notte, l'orientamento può essere fatto: -con la stella polare; -con la luna. ORIENTAMENTO CON LA STELLA POLARE. La stella polare appartiene alla costellazione dell'Orsa Minore, comunemente denominata "Piccolo Carro", in cui occupa l'estremità del timone. La stella Polare indica ESATTAMENTE il nord. Per identificarla, bisogna prima localizzare il "Grande Carro", ossia l'Orsa Maggiore. Identificato il Grande Carro, bisogna guardare la "sponda posteriore" di esso, partendo dalla parte inferiore del carro verso l'alto. Si valuta la distanza e la si prolunga cinque volte, sino ad incontrare la Stella Polare. ORIENTAMENTO CON LA LUNA. La luna ruota intorno alla terra compiendo un intero ciclo in circa 29 giorni. Durante tale periodo è più o meno visibile, o anche invisibile dalla terra a seconda della sua posizione rispetto al sole. I vari aspetti sotto cui la si vede determinano le quattro "fasi principali", ognuna delle quali dura poco più di 7 giorni: -luna nuova (non visibile); -primo quarto; -luna piena; ultimo quarto. Per l'orientamento con la luna, rammentare che: -nel primo quarto: -alle ore 18 è a SUD; -alle ore 24 è a OVEST. -nell'ultimo quarto: -alle ore 24 è a EST; -alle ore 6 è a SUD. Per distinguere il primo dall'ultimo quarto, rammentare che: -la luna crescente (che diventerà piena) ha la gobba a ponente; -la luna calante (che tende a ridursi fino a non essere più visibile) ha la gobba a levante. ORIENTAMENTO CON LA BUSSOLA. Esistono diversi tipi di bussola: -comune; -goniometrica. Esistono, inoltre, due diversi NORD: -geografico; -magnetico. Il primo è fisso e immutabile e corrisponde alLa direzione del Polo Nord; il secondo varia da luogo a luogo e da periodo a periodo ed è in corrispondenza della direzione verso la quale si dirige liberamente l'ago calamitato della bussola. Per l'orientamento con la bussola COMUNE è necessario: -disimpegnare la freccia nera dall'apposito arresto perché possa dirigersi liberamente verso il Nord magnetico; -far coincidere in un primo tempo la freccia nera con il diametro segnato sul fondo interno dello strumento e contrassegnato con le lettere N-S così da ottenere l'orientamento dell'asse della bussola al Nord magnetico; -far quindi coincidere, spostando leggermente la bussola, la punta della freccia nera con l'indice (o tacca, o freccia) posto nella bussola pochi gradi a sinistra della lettera N, ottenendo così che l'asse N-S della bussola sia orientato al Nord geografico. Bisogna curare che, durante le operazioni di orientamento, la bussola sia tenuta perfettamente orizzontale e lontana da oggetti metallici (fucili, elmetti, ecc.) o condutture elettriche. Disponendo di una bussola goniometrica e conoscendo l'esatto valore dell'angolo compreso tra il nord geografico e quello magnetico, l'individuazione del primo può essere fatta con maggiore esattezza, avvalendosi delle graduazioni riportate su questo tipo di bussola. ORIENTAMENTO MEDIANTE OSSERVAZIONE DIRETTA DEL TERRENO. L'osservazione diretta del terreno, quando si tratta di zone adiacenti a quella in cui si sosta, consente di orientarsi anche se non si dispone di mezzi che facilitano l'orientamento. Si tratta di un lavoro paziente, costante, che permette, acquisita la necessaria esperienza, di stabilire da quale parte sorga il sole, quale sia la posizione di un edificio importante o di un punto caratteristico del terreno rispetto ai punti cardinali. A tal fine è opportuno determinare, sin dal primo giorno di permanenza in una determinata zona, l'orientamento dei punti caratteristici del terreno e di quelli lontani delimitanti l'orizzonte visivo. il riferimento a questi punti consentirà di non perdere l'orientamento anche quando si è fuori della zona conosciuta e, quindi, di rifare agevolmente il cammino percorso e raggiungere la meta.
USO DELLA CARTA TOPOGRAFICA La carta topografica è una rappresentazione grafica di una parte più o meno grande della superficie terrestre in una determinata scala. essa contiene tutti i segni, i simboli e le designazioni per orientarsi sul terreno. Le carte topografiche di più largo uso sono costruite, in genere, alla scala di 1:25000. Ciò significa che ad 1 (UNO) CENTIMETRO misurato sulla carta corrisponde, sul terreno, una distanza di 250 m. Per servirsi di una carta topografica bisogna, innanzitutto, orientarla. Ogni carta è costruita in modo tale che il lato superiore rappresenti il nord, l'inferiore il sud, il destro l'est e il sinistro l'ovest. Orientare la carta significa disporla in modo da volgere uno dei suoi lati verso il corrispondente punto cardinale. Ciò può essere fatto tramite la bussola o con l'osservazione del terreno. ORIENTAMENTO DELLA CARTA TOPOGRAFICA CON LA BUSSOLA. Si dispone lo strumento sulla carta e si fa coincidere il suo asse N-S con il margine sinistro o destro (o con un meridiano) della carta stessa; si fa ruotare quindi la carta in modo che la freccia nera della bussola coincida con l'apposito indice segnato a sinistra della lettera. In tal modo la carta risulta orientata al nord geografico. ORIENTAMENTO DELLA CARTA TOPOGRAFICA CON L'OSSERVAZIONE DEL TERRENO. Si possono impiegare diversi metodi, tra i quali: -l'allineamento della carta a più punti del terreno; -l'individuazione, sulla carta, di punti caratteristici del terreno; -l'individuazione, sulla carta, del "punto di stazione" quando questo è noto. Nel primo caso (allineamento a punti del terreno), si individuano sulla carta e sul terreno due allineamenti corrispondenti (per esempio un bivio di una strada o sentiero). Si dispone, quindi, la carta orizzontalmente e la si fa ruotare finché i due allineamenti (carta-terreno) risultano paralleli e disposti nello stesso senso: allora la carta sarà orientata. Per evitare che la stessa risulti orientata alla rovescia, bisogna essere sicuri dei riferimenti, ricorrendo al controllo di altri due o tre punti caratteristici, non equivocabili. Nel secondo caso (individuazione sulla carta di punti caratteristici del terreno) si scelgono sul terreno due punti caratteristici della zona in cui ci si trova. Individuati detti punti sulla carta, si traccia il loro allineamento e ci si sposta opportunamente sul terreno, fino a trovarsi in coincidenza con l'allineamento reale dei due punti (o sul prolungamento, o in posizione intermedia tra i due punti scelti). Non potendo raggiungere l'allineamento ipotizzato, disporsi di lato, in una posizione possibilmente intermedia ai punti stessi, cercando di rendere parallelo l'allineamento segnato sulla carta con quello individuato sul terreno. Nel terzo caso (conoscenza del punto di stazione), si può: -individuare esattamente sulla carta il punto di stazione stesso; -osservare sul terreno qualche punto caratteristico (campanile, casa, altura, ponte) riscontrandolo sulla carta; -ruotare la carta in modo che il punto di stazione e il punto caratteristico - individuati sulla carta - risultino sullo stesso allineamento determinato fra i due punti del terreno. Per orientare la carta topografica di notte, basta impiegare uno dei seguenti metodi: -con la bussola (è il più preciso); -con la luna; -con la Stella Polare.
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Ultimo aggiornamento: 26/06/2010 12.41 Per un ottima visualizzazione del sito risoluzione consigliata 1024x768 pixel. Vietata ogni riproduzione dei contenuti di questo sito, domande o commenti inviarle al webmaster.
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